Biomasse inquinamento
26
Nov

Biomasse: inquinano davvero? E perché alcuni comuni le bloccano?

Le biomasse sono sempre più spesso un argomento molto discusso nei comuni e nei palazzi delle regioni. Ma è proprio vero che inquinano e sono una minaccia alla nostra salute?

Biomasse: non tutte le stufe e i camini a legna o pellet inquinano!

I giornali e le tv, ci ripetono spesso che le stufe e i camini a biomassa inquinano, ma la realtà è molto diversa.

La risposta alla domanda: “Le biomasse fanno male all’ambiente?” è un deciso NO.

Tanto che l’Unione Europea ha inserito il passaggio al riscaldamento a biomassa tra gli obiettivi per il 2030 per combattere i cambiamenti climatici!

La legna e il pellet, infatti, sono fonti rinnovabili CARBON NEUTRAL.

Carbon Neutral significa che hanno un impatto pari allo zero in termini di CO2. Questo è possibile perché le emissioni di CO2 che emettono quando vengono bruciati sono identiche alla quantità di CO2 che hanno assorbito con la fotosintesi mentre erano ancora alberi e arbusti.

Di conseguenza, possiamo dire tranquillamente che il riscaldamento da biomassa non solo contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici ma non fa neanche male alla salute.

Tuttavia, è vero che un uso scorretto di legna e pellet può incidere in maniera negativa sulla qualità dell’aria che respiriamo.

Ad inquinare, producendo emissioni nocive come microparticolati, PM10 e NOx, sono, infatti, solo le stufe e i camini più vecchi e quelli costruiti con tecnologie ormai obsolete e che non tengono conto del rispetto dell’ambiente.

Le stufe e i camini di nuova generazione, al contrario, hanno emissioni ridottissime e rendimenti termici molto alti tanto da essere inclusi tra gli impianti per il riscaldamento che accedono alle detrazioni fiscali dell’EcoBonus e per l’efficientamento energetico delle case, al pari delle caldaie a condensazione più moderne. Emissioni come le caldaie a metano, dunque, ma da energie rinnovabili che fanno bene al pianeta.

Ma come puoi capire quali stufe inquinano e quali no? Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

 

Stufe a biomassa non inquinanti: come riconoscerle

L’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) alcuni anni fa ha dato vita al progetto “Aria Pulita” che certifica le stufe industriali con un sistema ” a stelle”, molto simile a quello che ben conosciamo nelle macchine “Euro1/2…”.

Più stelle ha una stufa (o un camino), meno emissioni produce e più alto è il suo rendimento.

AIEL sistema ARIA PULITA x impianti a biomasse
www.certificazioneariapulita.it

Il punteggio più basso previsto da questa classifica è “due stelle” che significano “prestazioni standard” e indica le stufe meno efficienti che hanno ancora emissioni piuttosto alte e un rendimento basso e che molto spesso sono soggette a blocchi perché molto inquinanti.

Quello più alto, invece, è “cinque stelle” che significano “emissioni ottime e non inquinanti. Le stufe che vantano le cinque stelle sono stufe che non subiscono mai i blocchi decisi dai comuni e hanno rendimenti termici così alti da farti consumare molta meno legna per scaldare casa tua.

Controlla tra i documenti rilasciati con la stufa, se non trovi la targa “Aria Pulita” controlla sul sito del produttore, ogni produttore ha solitamente una lista scaricabile di tutti i suoi apparecchi certificati e con quale certificazione.

Le stufe che non hanno l’etichetta e non sono presenti sui siti dei produttori  e che quindi non sono state certificate secondo la classificazione di “Aria Pulita” rientrano automaticamente per legge nella categoria “due stelle”, ossia quella più inquinante.

Questo sistema di classificazione delle stufe ha permesso anche ai comuni di essere molto più chiari quando emanano le loro disposizioni per il blocco agli impianti. Le stufe con più stelle, infatti, non sono mai incluse in questi stop forzati (tranne in rarissimi casi che vedremo nell’ultima parte di questo articolo).

 

Stufe ad accumulo: sono le meno inquinanti di tutte!

Le stufe ad accumulo, al contrario delle stufe e dei caminetti industriali in acciaio, sono esentate dalla classificazione “Aria Pulita”. In più, sono sempre escluse da ogni provvedimento (regionale, provinciale o comunale che sia) che preveda il blocco degli impianti a biomassa.

Il motivo è semplice. Le stufe ad accumulo, per la loro natura, rientrano tutte nei rendimenti e nelle emissioni della categoria 5 Stelle “Aria Pulita”. Così, non c’è bisogno di valutarle modello per modello.

Ma perché, a parità di potenza, una stufa o un camino ad accumulo inquinano meno?

I motivi sono quattro, ma il primo è quello che conta più di tutti.

  1. Consumano molta meno legna o pellet. Vuol dire che per riscaldare gli stessi mq, una stufa ad accumulo consumerà molta meno legna rispetto una stufa industriale in acciaio. La conseguenza è che, quindi, rilasciano anche molt emeno emissioni nell’aria rispetto alle stufe soggette a certificazione “Aria pulita”. Indipendentemente dalla categoria, compresa quella 5 Stelle.
  2. Le camere di combustione delle stufe ad accumulo sono equivalenti, come tecnologia, a quelle che puoi trovare nelle stufe a 5 Stelle “Aria Pulita”
  3. Non consumano corrente, che spesso viene prodotta con fonti non rinnovabili e quindi molto più inquinanti
  4. Le stufe ad accumulo, assorbendo gran parte del calore prodotto durante la combustione, rilasciano nell’aria fumi molto più freddi che non contengono ossidi di Azoto (NOx). I NOx sono tra i principali responsabili dell’inquinamento delle nostre città.

 

Stufe ad accumulo
Uno dei nostri modelli FUOX STYLE: la 210, disponibile sia a legna che a pellet.

Proprio perché crediamo nella qualità dei nostri prodotti, noi di Fuox, poi, siamo gli unici che per ogni stufa che costruiamo (puoi trovare i nostri modelli qui), alleghiamo alla Dichiarazione di Conformità anche l’Analisi Fumi.

L’Analisi Fumi (che indica tutti i tipi di emissioni che produce una stufa o un camino) in Italia non è un documento obbligatorio. Mentre è la prassi nelle più stringenti norme tedesche a tutela della buona qualità dell’aria e della salute, che abbiamo deciso di seguire.

Inoltre, in questo modo, anche i nostri clienti possono avere sempre sotto mano la prova che la loro stufa o il loro camino non inquina.

 

Se ho una stufa o un camino a biomasse inquinanti cosa posso fare?

Temo che la risposta non ti piacerà, purtroppo.

Se hai un camino o una stufa non stellata e risiedi in una delle regioni che hanno imposto blocchi invernali agli impianti a biomassa più inquinanti, l’unica soluzione per poter godere della tua stufa è cambiarla. Con una più nuova e performante. Ad accumulo o certificata con almeno 4 o 5 stelle.

C’è una buona notizia, però.

Lo Stato, sia per quest’anno che per il prossimo, mette a disposizione di chi vuole cambiare la propria stufa con una più performante le detrazioni fiscali al 50%.

In questo modo, in 10 anni potrai recuperare, tramite uno sconto sulle tasse, la metà della somma che spenderai per il tuo nuovo acquisto.

L’altra alternativa è rimanere con il camino o la stufa spenti tutto l’inverno, pena multe molto salate.

 

Bacino padano: cosa dicono le norme che prevedono il blocco degli impianti a biomassa?

L‘accordo del bacino padano è un accordo interregionale del 2017 per monitorare e migliorare la qualità dell’aria nella zona geograficamente più critica d’Italia, la Pianura Padana.

Fanno parte del bacino padano: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e dal 2018 anche la Toscana.

Ogni regione ha stilato una tabella con i limiti di installazione ed utilizzo degli impianti a biomassa nel proprio territorio.

LOMBARDIA E VENETO

La Lombardia e il Veneto vanno a braccetto per quel che riguarda le restrizioni sugli impianti a biomassa e hanno deciso di imporre divieti progressivi. Il primo è partito il 1 Ottobre 2018 e prevede che siano vietate le installazioni di apparecchi con meno di 3 stelle “Aria pulita” e che non possano essere usati mai, in nessun periodo dell’anno, quelli con meno di 2 Stelle.

Dal prossimo 1 di Gennaio, entrerà in vigore la seconda stretta su questo tipo di impianti e si potranno installare solo stufe e camini (sia a legna che a pellet) con almeno 4 Stelle e si potranno usare solo quelli che abbiamo almeno 3 Stelle.

Tutto questo senza contare gli stop straordinario (che son sempre più frequenti) che scattano in caso di alti livelli di inquinamento e che variano di anno in anno.

Da queste misure, però, sono escluse quelle abitazioni in cui il riscaldamento a legna o pellet è l’unica fonte di riscaldamento presente in casa, come accade spesso nelle zone di montagna.

PIEMONTE

Chi risiede o ha una casa in Piemonte, già dal 1′ Ottobre di quest’anno, potrà installare solo apparecchi a pellet o legna che siano certificati 4 Stelle e potrà accendere quelli di casa solo se in possesso di almeno 3 Stelle “Aria Pulita”.

Questo divieto è in vigore tutto l’anno, ad accezione delle zone montuose e di chi ha solo la stufa o il camino come unico impianto di riscaldamento.

EMILIA ROMAGNA

L’Emilia Romagna ha varato la stessa legge del Piemonte, in vigore anch’essa dal 1 Ottobre 2019. L’unica differenza riguarda le esenzioni. In Emilia Romagna saranno, infatti, esentate tutte le case sopra i 300m di altitudine. Sono esentate anche tutte le cucine a legna, indipendentemente da dove si trova la casa in cui sono installate.

TOSCANA

La Toscana, al contrario delle altre Regioni del Bacino Padano, ha preso un’altra strada. A partire dal primo Settembre 2018 a essere soggette a restrizioni sono solo le nuove costruzioni e le ristrutturazioni. In questi casi, l’obbligo è installare apparecchi con almeno 4 Stelle “Aria Pulita.

La Toscana, per le case nuove o ristrutturate, ha anche un altro divieto. Se il comune dove si trova la casa viene indicato come “Comune critico”, anche solo temporaneamente, ogni utilizzo di stufe o camini (indipendentemente da quante Stelle hanno) va interrotto.

Questo divieto non vale solo se la nuova casa viene costruita in zone non metanizzate. O, in caso di ristrutturazione, se nella casa era già presente un impianto a biomassa.

Gli apparecchi installati prima del settembre 2018 non sono soggetti a restrizioni di alcuni tipo.